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settembre 2023

La sicurezza nell’era del deep fake

L’emergere e l’affermarsi in quest’ultimo anno di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT o Midjourney, ha portato al grande pubblico il tema della sicurezza informatica associata alla diffusione di contenuti deep fake, cioè affermazioni veicolate in forma più o meno credibile, come se provenissero da persone autorevoli o comunque riconoscibili.

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Focus

Come sempre, nessuna tecnologia è intrinsecamente “buona” o “cattiva” ma i risultati sempre più sofisticati ottenuti da chi – con intento malevolo – sceglie di diffondere contenuti falsi e potenzialmente dannosi desta l’attenzione di chi, nel ruolo di comunicatore, deve assicurarsi della correttezza dei contenuti che diffonde.

Autorità e Istituzioni stanno lavorando per normare il settore della comunicazione e dell’informazione ma si tratta di una sfida complessa. Per esempio, la Commissione Europea ha varato delle linee guida sull’uso dell’Intelligenza Artificiale in cui viene data una definizione di deep fake e viene richiamata la dovuta trasparenza nell’indicare video come falsi/manipolati.

In Italia, il Garante per la Protezione dei dati personali ha prodotto una scheda per informare il grande pubblico e aumentarne la consapevolezza sui diversi contenuti deep fake e ha creato una pagina in cui sono riportati i vari provvedimenti in caso di violazioni.

Si tratta dei primi passi nella direzione di tutelare il pubblico ma questo non ci può esimere dall’essere sempre vigili; infatti, la migliore arma contro i deep fake rimane esercitare il nostro spirito critico per chiederci se il contenuto che stiamo fruendo ha ragione di esistere e se trovi riscontro su altre fonti indipendenti, senza fermarci alla prima fonte non confermata.

News dal mondo social

Buon compleanno, G25gle!

Il 27 settembre si è celebrato il venticinquesimo compleanno del motore di ricerca più utilizzato al mondo. Per l’occasione, Google ha festeggiato con un Doodle animato per ripercorrere tutti i loghi apparsi dal 1998 a oggi. Ti ricordi la tua prima ricerca 25 anni fa?

Un futuro a pagamento per i Social Media?

Poco dopo le indiscrezioni sull’introduzione di paywall da parte di Meta nel continente europeo – ancora da confermare – Elon Musk ha fatto riferimento alla istituzione di abbonamenti per gli utenti di X. L’imprenditore americano ne ha parlato in un incontro in diretta streaming con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la finalità sarebbe ridurre la presenza dei bot.

YouTube e l’Intelligenza Artificiale Generativa al servizio dei creator.

Il CEO Neal Mohan ha annunciato all’ultima edizione dell’evento “Made On YouTube” l’introduzione di nuove funzionalità basate su AI per “aiutare creator e artisti a estendere i confini dell’espressione creativa, rendendo più semplici le cose difficili e più raggiungibili i sogni che sembrano impossibili”.

News dal mondo dell'editoria

Il QR Code compie 30 anni: “Fu ispirato dalla dama”

Importante pietra miliare per il QR Code, nato in Giappone tra il 1993 e il 1994, grazie all’intuizione di un ingegnere appassionato del gioco di società “Go”. È un incontro del destino. Guardando le pedine bianche e nere, Masahiro Hara inventa un “labirinto magico” che, da ormai 30 anni, semplifica la nostra vita: il QR Code.

Osservatorio Giovani-Editori, il fondatore di Snapchat Spiegel inaugura la nuova edizione del «Quotidiano in classe»

L’incontro il prossimo 26 ottobre a Firenze, moderato dal direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. «Obiettivo educare i ragazzi all’utilizzo dei media e offrire loro delle basi economico-finanziarie».

Fondazione Barilla, RAI pubblicità e Next14 lanciano il branded content originale ‘Saranno cuochi’

Protagonisti sono nove ragazzi cresciuti in contesti difficili, provenienti da varie regioni d’Italia, selezionati grazie alla collaborazione - fra gli altri - di Croce Rossa Italiana, Comunità di Sant’Egidio ed Emergency. La storia racconta il cibo come strumento di riscatto sociale e la scuola come opportunità per cambiare il proprio futuro.

Simone Zaccaria è il nuovo Head Of Creative di Skuola.Net

Prosegue il processo di crescita del network di Mediamond EdTech, che è diventato un punto di riferimento per le attuali generazioni di studenti Zeta e Alpha e per i brand interessati a dialogare con loro.

Best practice di comunicazione

Zity by Mobilize ha i numeri

Nel suo primo anno di vita il car sharing di Zity by Mobilize ha registrato un notevole successo e una rapida espansione: più di 70.000 iscrizioni e 1.300 noleggi al giorno, distribuiti su una flotta completamente elettrica di 450 unità. Una delle chiavi del successo di Zity by Mobilize è stata la capacità di comunicare efficacemente i vantaggi del car sharing elettrico e di posizionarsi come un'alternativa sostenibile al trasporto tradizionale. 

Zity by Mobilize ha lavorato a stretto contatto con la stampa italiana per aggiornarla sui propri passi: attraverso prove su strada, comunicati stampa su notizie di scenario, interviste di approfondimento e una conferenza stampa sulle strategie future, l'azienda ha efficacemente comunicato il modello di business, i piani e i vantaggi che offre alla comunità, raggiungendo e informando il pubblico sui benefici ambientali e pratici dell'utilizzo dei veicoli condivisi.

Le attività di comunicazione e media relation di Zity by Mobilize hanno contribuito alla visibilità dell'azienda in Italia, consolidandone la posizione nel car sharing elettrico. Grazie a una comunicazione chiara, trasparente ed efficace, l'azienda ha raggiunto un ampio pubblico in pochi mesi, con una copertura di oltre 150 articoli e passaggi broadcast, l’80% dei quali su testate primarie, e una “reach” di più di 1 miliardo di unique monthly viewer.

Parola del mese

Demistificare il gergo professionale
Zero trust

Quando si parla di architetture di sicurezza IT, si sente spesso l’espressione “zero trust” senza avere sempre chiaro che cosa questo termine implichi e quale sia il perimetro di applicazione.

Lo zero trust stravolge di fatto tutte le ipotesi che stanno alla base della sicurezza tradizionale, partendo dall’assunto che non vi sia un perimetro di rete attendibile e disponendo che ogni transazione di rete debba essere autenticata prima di potersi concretizzare.

Il modello zero-trust si basa sul principio “non fidarsi mai, verificare sempre” e fa affidamento su altre metodologie di sicurezza della rete, quali la segmentazione della rete e controlli di accesso rigorosi, andando a creare una "superficie protetta" che include dati, risorse, applicazioni e servizi mission critical.

La sicurezza zero-trust ha sostituito i vecchi presupposti secondo cui le risorse all'interno del perimetro della rete aziendale devono essere ritenute attendibili, eliminando del tutto il concetto di fiducia. Applicando questo modello si viene a creare un paradigma di sicurezza distribuita e remota che non dipende da alcuna posizione specifica, minimizzando le potenziali superfici di attacco e creando di conseguenza un ambiente più sicuro.