La presentazione del Romanzo è stata condotta da Alberto Giovanni Biuso (docente di filosofia della mente all'università di Catania
e autore di Cyborgsofia), il quale ha inquadrato il romanzo affermando
che:
"Nessun futuro è così inquietante come quello che somiglia al nostro tempo.
Il 2025 immaginato da questo libro è il presente delle Corporations, delle
guerre imperiali, dell'ibridazione. Dalla musica hackerata e «psicagogica» – per
cui «chi l'ascolta non riesce a staccarsene» – alla Quinta Campagna Irachena,
dalle identità multiple all'ibridazione connettivistica tra natura e artificio,
Mario Gazzola costruisce un romanzo senza pause, dove l'invenzione continua
produce qualcosa che è insieme fantascienza, storia, cronaca.
Una scrittura a volte pacata e descrittiva, altre volte futurista e quasi
automatica ma sempre poetica e feroce genera una trama dentro cui gli esseri
umani – Natural Born Cyborgs – sono protagonisti di una
distopia tecnologica, nella quale emergono gli effetti disumanizzanti del legame
con le macchine sia sui singoli che sulle comunità familiari, professionali,
urbane, politiche.
Le forme contemporanee dell'ibridazione pongono al centro il rapporto
uomo-macchina nei termini di una vera e propria cyberantropologia. I
due versanti della relazione vedono da una parte i bioputer, come
progetto teso a far superare alle macchine la soglia critica da cui emerge la
coscienza; un progetto, questo, caratterizzato però dall'illusione che basti
incrementare la potenza dei processori, la loro velocità, il calcolo parallelo,
le capacità di memoria, per superare il limite del computazionalismo. L'altro
versante è costituito dalla possibilità, piuttosto, di innestare dentro i nostri
corpi e all'interno del codice genetico degli elementi estranei, in grado di
potenziare la percezione, la memoria, l'insieme delle risposte immediate e di
lungo periodo alla complessità dell'ambiente in cui viviamo. Tali ricerche sulle
interfacce tra sistema nervoso, muscoli e servomeccanismi forniscono ogni giorno
nuovi e promettenti risultati, verso la trasformazione biunivoca degli impulsi
nervosi in impulsi elettronici.
L'ibridazione con la tecnologia nasce da un limite dell'umano che non è un
difetto da colmare ma una possibilità da vivere come scambio continuo con gli
enti naturali e artificiali. La vita è magmatica, cangiante, mescolata, frutto
non di una sequenza lineare ma di un cespuglio radiale di forme estremamente
diversificate. L'umano diviene incessantemente mediante una dinamica
insieme biologica e culturale. Nel suo oscillare tra la potenza e i
rischi delle tecnologie, Rave di morte è dunque un esempio del nostro tempo
appreso col pensiero e restituito con la fantasia letteraria, con uno sguardo
profetico e realissimo".
"Rave di morte", avvincente e inquietante romanzo sugli intrecci e le
manipolazioni tra musica e politica è una sfida continua di citazioni e rimandi
storici che spaziano attraverso tutte le stagioni rock fino alla techno più
estrema, ma è anche un provocatorio spaccato della follia del marketing
discografico, in cui l'immagine è diventata più importante dei suoni e
l'industria musicale si è trasformata in una mostruosa macchina di propaganda e
distruzione di massa, organica a una ''politica-spettacolo'' che tutto può e a
nessuno concede sconti. Per il suo debutto nella narrativa, Gazzola ha attinto a
piene mani dalla sua esperienza di critico e di esperto musicale: mescolando con
abilità diversi filoni della letteratura fantascientifica, Gazzola ha dato vita
a un romanzo ambientato nel 2025, alle soglie dalla Quinta Campagna
Irachena.
In un mondo che sta pericolosamente sfiorando l'autodistruzione, tra
attentati terroristici e guerre che nessuno osa più definire giuste, esplode la
voce straordinaria di una nuova cantante pop, Yorki Amor. Una voce bella al
punto da scatenare i sospetti del protagonista, il critico Lester Peels, che
finirà per scoprire il groviglio di interessi economici, militari e politici che
si nascondo dietro il patinato mondo del musicbiz. Avvincente, musicalmente
impeccabile, il romanzo trascina il lettore in un labirinto di stimoli acustici
che nascondono domande inquietanti sulle manipolazioni sensoriali a cui tutti,
consapevoli o no, siamo sottoposti.
Mario Gazzola è nato nel 1964. Ha scritto di musica su
diverse testate, tra cui «Rockerilla», «Rockstar», «Musica!» de «la Repubblica»,
«Panorama», «l'Espresso», «Musica & Dischi», «JAM». Ha collaborato con Radio
Lodi, Radio Popolare e attualmente collabora con CiaoRadio. Autore di diversi
racconti, si muove nel campo multimediale in tutte le sue forme. Mario, Account
Manager dell'area RP di Imageware dal 2000, ha acquisito l'esperienza sul mondo
di hacker, pirati informatici, frodi ai danni del diritto d'autore - che
ampiamente mette a frutto nel romanzo - lavorando su clienti come BSA
e Symantec.
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