28 maggio 2012

Le imprese europee investiranno un terzo dei budget IT 2012 nel cloud computing per modernizzare le infrastrutture tecnologiche esistenti

Lo studio evidenzia la volontà delle aziende di investire in progetti di cloud privati e in soluzioni per la gestionee la sicurezza dei sistemi per promuovere il processo di trasformazione dell'IT

VMware, leader mondiale nella virtualizzazione e nell'infrastruttura per il cloud, presenta i risultati del nuovo studio Global Cloud Adoption realizzato raccogliendo le opinioni dei responsabili decisionali IT di livello senior. Gli intervistati appartenenti all'area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) hanno riferito la volontà di investire nei prossimi 18 mesi quasi un terzo dei loro budget IT annuali in soluzioni cloud. 

L'analisi, che ha raccolto il feedback dei responsabili IT di sette Paesi EMEA coinvolti nel processo di selezione e di acquisto di soluzioni di cloud computing, indica che il 31% dei budget destinati alla tecnologia è allocato per il cloud computing: un aumento che, rispetto al 26% del 2010, riflette la decisione di implementare infrastrutture aziendali più agili, produttive e connesse. La grande maggioranza (84%) delle imprese della regione EMEA ritiene prioritaria la scelta di tecnologia cloud, mentre oltre la metà (56%) la giudica addirittura critica o essenziale nei prossimi 18 mesi. In Italia, il cloud rappresenta una priorità per   l’80% degli intervistati (dei quali il 36% la definisce una elevata priorità).

L’implementazione di soluzioni cloud riguarda nel 54% dei casi i cloud privati (60% in Italia, il dato più elevato fra i Paesi coinvolti), seguiti dal 24% di quelli pubblici (32% in Italia) e dal 22% di quelli ibridi (solo 8% in Italia, il più basso nell’area EMEA). La virtualizzazione si riconferma una tecnologia essenziale: gli intervistati che hanno implementato il cloud computing in una sola divisione piuttosto che nell'intera azienda si sono rivelati sensibilmente più inclini rispetto agli altri a giudicare “molto importante” la virtualizzazione in quanto elemento abilitante per il cloud (81% contro 68%).

Se a livello mondiale la percezione del cloud computing è per un approccio più flessibile e agile nei confronti dell'IT, il quadro EMEA presenta notevoli differenze nei volumi di deployment delle soluzioni di cloud management con uno scarto di almeno il 10% in ciascun caso: gestione livelli di servizio (42% per EMEA contro il 51% globale); visibilità su costi e gestione finanziaria (36% contro 47%); disaster recovery automatizzato (30% contro 42%). Inoltre, il controllo su dati e sicurezza resta un tema di preoccupazione: nel 52% dei casi le imprese EMEA affermano che la sicurezza rappresenta il primo ostacolo al processo di adozione del cloud.

Alberto Bullani, Regional Manager di VMware Italia, ha commentato: “Il cloud non riguarda più soltanto la sfera del taglio dei costi e le applicazioni periferiche. Stiamo infatti assistendo a un cambiamento radicale nel modo in cui le aziende considerano le proprie infrastrutture IT – un approccio che ruota proprio intorno al cloud. Maggiore adozione è sinonimo di maggior controllo e necessità di gestione più attenta – soprattutto di fronte all'emergere dei cloud ibridi tra i modelli di riferimento. Oggi le aziende affrontano molteplici sfide. La necessità di mettere in collegamento persone, processi e tecnologie per vincere l'errata percezione del ruolo dell'IT all'interno dell'azienda diventerà vincolante per fornire i risultati richiesti e creare valore di business”.

Lo studio è stato condotto nei mesi di febbraio e marzo 2012 interpellando un totale di 1.128 responsabili decisionali IT di tutto il mondo.

Ulteriori risultati di rilievo:

I 6 maggiori benefici del cloud computing citati dalle imprese della regione EMEA sono:

1. Aumento della produttività IT: 41%
2. Maggiore agilità di business: 36%
3. Maggiore capacità/disponibilità (data centre, storage ecc.): 35%
4. Riduzione delle risorse richieste per assistenza e gestione IT: 34%
4. Miglior controllo IT (pari merito al 4 posto): 34%
5. Minori investimenti nell'infrastruttura IT: 33%

I primi 5 ostacoli all'adozione del cloud computing citati a livello EMEA sono:

1. Problemi di sicurezza: 52%
2. Perdita di controllo sui dati: 41%
3. Problemi di performance/affidabilità: 25%
4. Tecnologie non compatibili: 23%
5. Mancanza di controllo sul workload dei cloud esterni: 19%

Lo studio VMware Global Cloud Adoption: metodologia

Salvo dove specificato altrimenti, tutti i dati provengono dallo studio VMware Global Cloud Adoption 2012.

Lo studio VMware Global Cloud Adoption 2012 è stato realizzato da IDG Research Services per conto di VMware

Lo studio è stato condotto a livello mondiale in 12 Paesi nei mesi di febbraio e marzo 2012 raccogliendo un totale di 1.128 feedback: 423 in Nordamerica, 50 in America Latina, 455 nella regione EMEA (Regno Unito, Germania, Francia, Paesi Bassi, Italia, Svezia e Russia) e 200 nella regione APAC (Cina, Giappone e Australia).

Lo studio è stato condotto a livello globale coinvolgendo una selezione di responsabili decisionali IT di grandi aziende (almeno 1.000 dipendenti in Nordamerica, almeno 250 dipendenti in America Latina, EMEA e APAC) con l'obiettivo di comprendere le dinamiche di adozione del cloud computing, le tecniche di implementazione, le sfide e i vantaggi percepiti. Nel 2010 era stato realizzato uno studio analogo, sempre di portata globale, e i confronti tra i risultati sono stati presentati laddove possibile.

Gli intervistati ricoprivano un ruolo a livello di management o superiore, con responsabilità nel processo di acquisto di soluzioni di cloud computing presso imprese che attualmente stanno realmente considerando, pianificando, valutando, collaudando o utilizzando infrastrutture o applicazioni via cloud, e che hanno implementato, o ne stanno valutando l'ipotesi, iniziative di cloud computing che vanno oltre la formula Software-as-a-Service (ad esempio Salesforce.com, Dropbox ecc.).

Lo studio è stato condotto online. I partecipanti selezionati hanno ricevuto un messaggio email contenente un link a un URL per accedere al sondaggio cliccandovi direttamente o facendo copia/incolla nel loro browser. I sondaggi sono stati proposti nella lingua locale di ogni singolo Paese.

 

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